di Anna Santini
L'ex comandante della Costa Concordia è stato condannato in via definitiva a 16 anni per il naufragio ma può usufruire di permessi
Francesco Schettino sembrava a un passo dalla semilibertà dopo avere scontato più della metà della condanna per il disastro della Costa Concordia, avvenuto nel 2012, ma la vicenda ha preso un'altra piega: per adesso non se ne fa niente, è tutto rinviato. «Questa mattina abbiamo rinunciato alla richiesta di semilibertà perché ci sono state difficoltà con la proposta lavorativa che era stata sottoposta al tribunale di Sorveglianza di Roma. Il procedimento è stato chiuso, il tribunale si è pronunciato con il non luogo a provvedere». Lo riferisce l'avvocata Francesca Carnicelli, nuovo difensore di Francesco Schettino, condannato nel 2017 in via definitiva a 16 anni di carcere per il naufragio della nave da crociera avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012 davanti all'isola del Giglio in cui morirono 32 persone e centinaia rimasero ferite.
«La rinuncia è stata fatta da Schettino, la decisione di chiudere questo procedimento è arrivata da lui â spiega la penalista - perché non c'erano più le condizioni. In futuro se ci risaranno i presupposti per potere proporre di nuovo la richiesta la rifaremo». Dopo aver scontato metà della pena, l'ex comandante ha maturato il termine che gli consente di accedere alle misure alternative al carcere avendo già scontato la metà della pena. Schettino attualmente può usufruire di permessi.
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8 aprile 2025 ( modifica il 8 aprile 2025 | 15:48)
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